lunedì 19 novembre 2007

Lioni e l'emergenza rifiuti in Campania




Da Lioni al Baianese pronti al dialogo e alle barricate
«Ho appreso la notizia mentre ero a Roma per la vicenda dei fondi per la ricostruzione post sisma. Dò con tranquillità e pacatezza la mia disponibilità al confronto ma sull’idoneità del sito conservo l’atteggiamento scettico che ho sempre tenuto». Non si scompone più di tanto il sindaco Rodolfo Salzarulo alla notizia della individuazione di Lioni come possibile discarica irpina.«E’ la quarta volta - spiega - che individuano Lioni come sito di stoccaggio ma non hanno fino ad oggi potuto provare la conformità del sito alle norme minime di sicurezza per l’ambiente e per i cittadini. Non dico no dunque all’esame dei tecnici ma sono convinto che finirà come in passato». Quello di Lioni, come spiega lo stesso Salzarulo è infatti «un territorio angusto, attraversato dal fiume Ofanto e per giunta densamente abitato. Esiste una zona pressocché disabitata ma è quella montana, che fa parte del parco dei Picentini. Una zona protetta dove scorre la falda acquifera che alimenta l’acquedotto pugliese». Sono queste condizioni a far sorridere il sindaco di Lioni. «La cosa sta diventando quasi ridicola. Per tre volte i tecnici son venuti, hanno osservato la zona, mi hanno sorriso dicendomi "Sindaco che ci avete fatto venire a fare?". Io ho offerto loro il caffe e ho spiegato che non ero stato io a segnalare il sito». Appare tranquillo il sindaco. Si infervora solo quando ricorda «le 450 tonnellate di rifiuti che ancora ammassate vicino al depuratore nel sito provvisorio allestito un anno fa. Sto facendo in questi giorni riunioni su riunioni per risolvere il problema ma ancora non ho ricevuto risposte. E questo è grave soprattutto perché chiediamo ai nostri cittadini sacrifici economici per una differenziata al di sopra del 65% ma non possiamo tutelarli da questa vera e propria bomba ecologica». Quando infine gli si chiede perché mai secondo lui si sceglie sempre Lioni come sito di stoccaggio risponde: «Non ne ho idea, i percorsi della mente umana sono spesso tormentati. Non so chi abbia indicato il sito ma dico "verificate pure le condizioni di idoneità, non le troverete"». Non ha voglia di parlare invece il sindaco di Petruro Irpino Mauro Zarrella. Quando finalmente in serata lo si riesce a raggiungere per telefono è con la sua giunta convocata in via straordinaria per discutere della situazione. «Non ho ricevuto alcuna comunicazione in via ufficiale - dice - No so nulla per questo non posso rilasciare alcun commento. L’unica cosa che so è che domani (oggi per chi legge, ndr.) sono stato convocato in prefettura a Napoli. Lì avrò maggiori informazioni a riguardo e potrò anche dare il mio commento». Anche nel Baianese c’è preoccupazione. E non solo per l’indicazione del vicino comune di Casamarciano come sito napoletano di stoccaggio. Nella mattinata infatti era circolata anche l’ipotesi di una discarica a Baiano. Per questo il presidente della Comunità Montana Franco Vittoria e il sindaco del comune irpino Vincenzo Cavaccini stanno pensando ad un consiglio intercomunale da convocare ad horas. «Questa area a ridosso della discarica di Tufino - dice Vittoria - ha già dato molto. Parlano chiaro purtroppo i dati sull’incidenza delle malattie tumorali in quest’area. La nostra intenzione è quella di aprire una discussione seria su una problematica che non interessa solo Casamarciano ma tutto in territorio che deve ora essere bonificato e avviato allo sviluppo».Il presidente della Comunità Montana Vallo Lauro Baianese parla di Tufino come «una ferita ancora aperta». Per questo è pronto insieme agli altri amministratori dell’area a dir no alla discarica. «Già domani ci sentiremo con i sindaci del Nolano e con quello di Casamarciano per allargare il dibattito e creare condizioni alte di ragionamento. Occorre responsabilità in questo momento così delicato per la Campania, ma occorre anche sapere che ci sono territori a cui non si può chiedere più nulla».

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